Martedì, 17 Settembre 2013 09:53

Improvvisazione

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Sono andato a sentire il concerto di Chick Corea e Stefano Bollani.
Visto che in passato ho avuto il piacere di suonare con entrambi, ho cenato insieme a loro.
Ebbene, mi hanno detto che non solo non avevano provato mai, ma non avevano nemmeno fatto un programma!
Infatti al concerto si sono seduti al piano e hanno cominciato ad inventare, suggerendo a turno idee che venivano immediatamente riprese ed elaborate creando continue forme concrete che si evolvevano in una atmosfera di pura genialita' creativa.
Che senso di liberta', che gioia di creare!
Certo che per fare una cosa del genere senza mai cedere a chiche' o a luoghi comuni (come spesso si ascolta nelle improvvisazioni), ci vuole un dominio dello strumento e un talento creativo gigantesco, ma quello che mi ha colpito e' stato l'idea che ci fosse qualcosa di irrinunciabile e di universale in quell' atteggiamento.

Anche un interprete classico dovrebbe avere questo atteggiamento di liberta' creativa, dovrebbe avere sempre spazio per un estro momentaneo; il controllo non dovrebbe essere mai cosi' stretto da inibire qualsiasi variante suggerita da un momento di grazia.
Solo cosi', ricreando ogni volta il brano nel presente, per quella particolare atmosfera, per quel pubblico, per quella acustica, con quello stato d'animo, si puo' creare una vera performance che lasci il segno, e non una ripetizione piu' o meno perfetta dello stesso percorso studiato a tavolino.
Certo, cosi' si rischia, ma solo cosi' si puo' creare qualcosa che sia un evento artistico e non lo svolgimento di un compitino.
Solo cosi' si puo' suonare lo stesso pezzo per anni senza mai farsi prendere dalla noia
Solo cosi' si puo' davvero suscitare emozione estetica e non la mera ammirazione per una performance impeccabile,

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Read 1559 times Last modified on Martedì, 17 Settembre 2013 09:54

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