Domenica, 22 Settembre 2013 16:28

Il rispetto del testo

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Il rispetto del testo

Ho avuto recentemente una discussione con alcuni bravi colleghi sul tema dell'aderenza al testo.
Chi affermava che il testo andava rispettato totalmente e nei singoli dettagli e chi era propenso a una certa elasticita'.
Personalmente penso che non si possa dare una risposta dogmatica a questa domanda.
Insomma direi che la misura in cui si deve rispettare il testo dipende da vari fattori che cerchero' di delineare.
Innanzitutto questo problema si presenta solo per la musica dell'800 e '900 (nelle musiche precedenti c'e' il fattore della prassi esecutiva, come risolvere gli abbellimenti, come realizzare le cadenze, quando suonare le ineguaglianze.. tutte cose che non stanno scritte nel testo)

Poi bisogna vedere se i segni dinamici e le varie indicazioni sono dell'autore o del revisore, quindi sapere bene le caratteristiche dell'edizione che si sta usando.

Infatti non avrebbe senso rispettare religiosamente dei segni messi li' da un musicista diverso dall'autore.

Prima di prendersi qualche liberta' bisogna vedere soprattutto quanto i segni originali sono funzionali al pezzo o sono una sorta di consigli non necessariamente vincolanti.
Mi ricordo anni fa quando ero presidente e solista della Guitar Symphonietta diretta da Leo Brouwer avevo chiesto a Leo come realizzare la percussione nell' Elogio de la danza"
Leo senza neanche voltarsi ha detto: "non ti piace? Levala!"
Un'altra volta ricordo sempre Leo criticare l'eccessivo rispetto per un testo (legato a scarsa iniziativa e fantasia)
Per esempio direi che si debbano rispettare i segni di un autore vivente ma anche qui distinguerei il genere di musica: su un pezzo di sapore popolare o semplice non mi darei la pena di osservare puntigliosamente ogni cosa.
Insomma, si deve trattare un testo come si tratterebbe un essere umano: bisogna comprenderlo, volergli bene e sapere quando gradisce essere trattato con le molle o quando preferisce farsi affettuosamente strapazzare un po'. A volte il troppo rispetto e sussiego risulta alla fine freddezza e anche scortesia.

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