{"id":227,"date":"2025-05-11T00:40:07","date_gmt":"2025-05-11T00:40:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.flaviocucchi.com\/flaviocucchi\/?p=227"},"modified":"2025-05-11T01:18:48","modified_gmt":"2025-05-11T01:18:48","slug":"considerazioni-sulla-tecnica-chitarristica-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.flaviocucchi.com\/flaviocucchi\/considerazioni-sulla-tecnica-chitarristica-2\/","title":{"rendered":"Considerazioni sulla tecnica chitarristica"},"content":{"rendered":"<p>Visto che negli ultimi 30 anni ho suonato regolarmente in 4 continenti, ho avuto modo di conoscere ed apprezzare i punti di vista di colleghi di tutto il mondo, dalla scuola cinese a quelle giapponesi, americane ed europee.<\/p>\n<p>Ci sono, come prevedibile, molti diversi punti di vista, sia sulla tecnica vera e propria, (l&#8217;impostazione, il tipo di tocco, la lunghezza delle unghie ecc.), sia sulla generale \u201cvisione\u201d dello strumento.<\/p>\n<p>Non tutti portano a risultati ugualmente apprezzabili &amp; ci sono alcune tecniche oggettivamente peggiori di altre, (quelle che risultano in un suono sporco, fuori controllo o creano tensioni che risultano in dolori alla schiena o tendiniti),\u00a0ma ignorando quelle, rimangono a mio parere diversi approcci alla tecnica abbastanza diversi che, pur essendo tutti validi, rispecchiano una diversa\u00a0\u201cvisione\u201d generale dello strumento.<\/p>\n<p>Come esistono diversi modi di \u201cvedere\u201d lo strumento, cos\u00ec ci sono diversi tipi di impostazione e di tecnica.<\/p>\n<p>Direi che si possono dividere in due grandi famiglie:<\/p>\n<p>1 La visione della chitarra come un pianoforte, che mira alla uniformit\u00e0 dei suoni, alla precisione dei passaggi, alla velocit\u00e0, alla pulizia.<\/p>\n<p>2 La visione della chitarra come una voce, che privilegia l&#8217;uso dei colori, delle sfumature timbriche, del controllo e uso delle dinamiche ecc.<\/p>\n<p>La n.1 vuole una MD stabile, che non cambia angolo di attacco, si sposta poco e in modo deciso, per poter ottenere sempre un bel suono omogeneo e concentrarsi sulla precisione dei passaggi.<\/p>\n<p>(Le chitarre lattice braced, quelle che usano carbonio ecc. sono adatte al N.1 in quanto suonano forte e hanno poche sfumature creando gi\u00e0 di per s\u00e9 l&#8217;effetto pianoforte.)<\/p>\n<p>La n.2 richiede la capacit\u00e0 di creare diversi tipi di attacco di suono: la MD deve imparare a\u00a0 controllare il rilassamento, la tensione, l&#8217;angolo di attacco e il punto di attacco in modo da poter creare sfumature dinamiche e timbriche quella mutevolezza quasi come le labbra di una persona che parla e canta<\/p>\n<p>Chi mi conosce avr\u00e0 gi\u00e0 capito che uso e insegno la n.2<\/p>\n<p>Pur ammirando la precisione e la pulizia di suono della n.1 trovo molto pi\u00f9 appagante l&#8217;uso dei colori e delle dinamiche che, oltre a tutto, sono la caratteristica e il fascino principale della chitarra.<\/p>\n<p>Dopo un concerto riuscito, il commento che mi sento fare pi\u00f9 spesso (e che mi fa pi\u00f9 piacere) \u00e8 che \u201cfaccio parlare la chitarra\u201d.<\/p>\n<p>Ho cercato di capire come faccio a creare questa impressione (cos\u00ec da poterla insegnare).<\/p>\n<p>Si tratta di questo: faccio un uso discreto ma continuo di variazioni timbriche\/dinamiche\/agogiche, proprio come fa una voce quando parla.<\/p>\n<p>Un uso discreto: raramente faccio una sezione al ponticello e ripetizione alla tastiera \u00e8 troppo schematico.<\/p>\n<p>Raramente faccio un cambio di timbro plateale: in generale accompagno le intenzioni del fraseggio con sfumature di colore e di volume che mi vengono spontanee e che creano appunto questo effetto.<\/p>\n<p>E cos\u00ec tratto anche il rubato.<\/p>\n<p>Anche di quello faccio uso discreto ma costante, sempre al servizio della comprensibilit\u00e0&#8217; della frase, del tipo di significato (feeling) che devo comunicare.<\/p>\n<p>Non mi piacciono i rubati plateali: non mi sentirete andare a tempo e improvvisamente fermarmi vibrando con l&#8217;aria ispirata su una nota, questo non \u00e8 proprio parte del mio gusto estetico. Meglio un rubato leggero funzionale alla pronuncia delle frasi.<\/p>\n<p>Un buon esercizio per esercitare l&#8217;elasticit\u00e0 del fraseggio senza esagerare \u00e8 quello di mettere il metronomo e suonare rubato, entrando e uscendo dal ritmo a volont\u00e0.<\/p>\n<p>Credo che un altro elemento importante per la qualit\u00e0 della esecuzione sia la sincerit\u00e0.<\/p>\n<p>Lo scopo del suonare dovrebbe essere (secondo il tipo di musica) quello di raccontare una storia, o creare un clima, insomma di coinvolgere l&#8217;ascoltatore e creare un effetto estetico.<\/p>\n<p>L&#8217;attenzione dell&#8217;ascoltatore dovrebbe andare sulla musica, non sull&#8217;interprete.<\/p>\n<p>A volte, davanti a un certo tipo di pubblico, ripaga il fatto di attirare l&#8217;attenzione su di s\u00e9, fare smorfie esagerate, rubati estenuanti, atteggiamenti ammiccanti, ma qui si entra nel campo della integrit\u00e0 artistica, e questo \u00e8 un campo privato di cui ogni artista \u00e8 responsabile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Visto che negli ultimi 30 anni ho suonato regolarmente in 4 continenti, ho avuto modo di conoscere ed apprezzare i punti di vista di colleghi di tutto il mondo, dalla scuola cinese a quelle giapponesi, americane ed europee. Ci sono, come prevedibile, molti diversi punti di vista, sia sulla tecnica vera e propria, (l&#8217;impostazione, il &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/www.flaviocucchi.com\/flaviocucchi\/considerazioni-sulla-tecnica-chitarristica-2\/\" class=\"more-link\">Continue reading<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Considerazioni sulla tecnica chitarristica&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-227","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.flaviocucchi.com\/flaviocucchi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/227","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.flaviocucchi.com\/flaviocucchi\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.flaviocucchi.com\/flaviocucchi\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.flaviocucchi.com\/flaviocucchi\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.flaviocucchi.com\/flaviocucchi\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=227"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.flaviocucchi.com\/flaviocucchi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/227\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":267,"href":"https:\/\/www.flaviocucchi.com\/flaviocucchi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/227\/revisions\/267"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.flaviocucchi.com\/flaviocucchi\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=227"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.flaviocucchi.com\/flaviocucchi\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=227"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.flaviocucchi.com\/flaviocucchi\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=227"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}